sabato 17 dicembre 2016

Sugli attacchi a Valeria Fedeli

Scrive Luciana Castellina: Io non so come siano andate le cose per quanto riguarda i titoli di studio di Valeria Fedeli. Penso si sia probabilmente trattato di definizioni imprecise che spesso vengono date ai diplomi da scuole o corsi anomali come quello che Valeria ha frequentato a suo tempo a Milano. E che dunque non ci sia stato, da parte sua, alcun dolo nel recepire quel documento.


Per la cronaca, il linciaggio mediatico di omofobi che contesta alla Fedeli di non aver conseguito nemmeno il diploma di istruzione secondaria superiore, gioca in modo sporco sulle terminologie: avendo lei infatti conseguito il diploma di abilitazione all'insegnamento nelle scuole materne, titolo magistrale istituito negli ordinamenti di studio italiani di scuole o istituti magistrali di durata triennale vigenti fino al 1997. Tale titolo magistrale (che (nel previgente ordinamento dava accesso alla formazione per le professioni sanitarie, sociali ed educative, come alle scuole per infermieri, assistenti sociali e educatori professionali) è infatti riconosciuto in Italia di istruzione secondaria superiore, benché allo stato attuale non consenta il proseguimento degli studi universitari.
A prescindere da tutto questo, da parte nostra ci troviamo perfettamente d'accordo con quanto scrive ancora la Castellina: Sono però scandalizzata per il dibattito che ne è seguito, segno – questo sì davvero – del regresso civile e politico del nostro paese, purtroppo anche di qualche pezzo della sua sinistra. Ma come sarebbe: parlamentari e ministri devono essere tutti laureati? E cioè la rappresentanza politica dovrebbe esser circoscritta ai ceti che per tradizione (e generalmente non per merito) hanno completato il curriculum degli studi fino all’ultimo grado? Ma vi rendete conto di cosa c’è dietro questa orrenda polemica? Uno dei vanti dei comunisti, che tutt’ora rivendico, è di aver avuto parlamentari operai e braccianti, che spesso non avevano neppure completato le elementari. Ne ricordo molti. Con rimpianto. In particolare l’ultimo con cui ho parlato (per via di un libro che stavo scrivendo), solo un paio di anni fa, scomparso ormai come quasi tutti: Riccardo Di Corato, senatore e bracciante, protagonista di storiche lotte pugliesi.
Valeria Fedeli non appartiene a quella generazione e dunque immagino che di scuole ne abbia frequentate ben più di Riccardo. Ma è scandaloso che si sia sviluppata una campagna come quella che infuria ora sui giornali, col contributo anche di qualcuno che così pensa di attaccare il governo.
Ma  Fedeli – immagino l’obiezione – non è solo parlamentare, è Ministro proprio dell’Istruzione, che ha dunque competenza sull’Università di cui non può occuparsi visto che non l’ha frequentata. Ebbene, proprio questo a me pare un dato positivo: mi piace pensare che sulla formazione universitaria venga rivolto finalmente lo sguardo di chi ne è stato escluso. In un tempo in cui il valore della competitività a tutti i costi sta diventando il valore centrale del nostro sistema, e si vorrebbero trasformare ovunque le università – secondo l’orribile modello britannico – in macchine per selezionare una élite prestigiosa (e privilegiata), lasciando che gli altri si arrangino e vengano via via marginalizzati, ben venga chi per propria storia terrà conto che quel che serve è l’inclusione. Che, cioè, un buon sistema educativo è quello che tiene conto dell’ultimo e non solo del primo. (La mia, sia chiaro, non è la difesa di questo governo, né delle posizioni politiche di Valeria Fedeli, compagna con cui in passato ho persino condiviso un partito, ma da cui oggi sono politicamente assai distante. La mia è rabbia per il tipo di posizioni che sono emerse attorno alla vicenda dei suoi titoli di studio). [Fonte: "A proposito della ministra Valeria Fedeli", Il Manifesto del 16/12/2106]

L'esperienza delle donne è che Valeria Fedeli sia una persona seria, equilibrata e preparata, politicamente e giuridicamente; quasi un'eccezione, in un panorama di politici totalmente analfabeti sulle questioni più banali. Come scrive Valentina Santarpia sul Corrierein realtà la ministra è stata presa di mira in particolare per il suo curriculum dagli organizzatori del Family Day per la sua militanza femminista e la sua lotta alle discriminazioni di genere. La Fedeli intanto ha commentato: «Va bene sostenere i migliori ma mai dimenticarsi di chi non ha avuto le condizioni per poter partecipare e studiare fino al percorso universitario». Alla sua prima uscita pubblica da ministra per l’inaugurazione della nuova residenza per studenti fuori sede dell’università Lumsa di Roma, ha risposto implicitamente così agli attacchi che le erano stati rivolti. «Credo che il diritto allo studio sia la chiave indispensabile per moltiplicare il benessere creativo e intellettuale, per rendere la società inclusiva. Affronterò con umiltà e dedizione il mio nuovo incarico, mettendo testa e cuore e pensando sempre agli studenti e alle attese delle loro famiglie. Obiettivo importante del mio mandato sarà innovare senza escludere, ascoltare e dialogare senza urlare, procedere senza dividere».

Ci auguriamo che la ministra abbia modo di dimostrare le sue capacità nella pratica, potendo svolgere il mandato che le è stato affidato, e che pensiamo sia perfettamente in grado di rispettare.
Questa disgustosa storia, aggiungiamo, assomiglia troppo al disgustoso fuoco incrociato che colpì la ministra Josefa Idem non appena fu presentato il suo ottimo progetto di lavoro per le donne,  e che l'abbatté prima ancora che potesse muovere un passo. Con il solito metodo da sempre efficace contro le donne: quello dei 2 pesi e 2 misure.
Lasciandoci, da allora e come sempre, SENZA un ministero né una ministra per le Pari Opportunità.

45 commenti:

  1. gli stessi che linciano la Fedeli sono rappresentati da un certo Antonio Razzi, analfabeta dimostratamente (non solo per curriculum), che da deputato è stato piazzato, per ben 2 legislature, nella Commissione Cultura, scienza e istruzione della Camera!

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    1. vero; gente come QUESTA: http://politicafemminile-italia.blogspot.it/2013/06/borghezio-co-lautogogna-dura-senza-paura.html
      il tipo di "insegnate" che vi è rappresentato si che sarebbe un bel ministro della cultura!
      e amaramente quel pezzo di 3 anni, fa risulta attualissimo oggi, dando un indice chiaro della direzione in cui si tenta, in ogni modo e con ogni mezzo, di fare andare le cose (spesso riuscendoci, purtroppo)

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    2. è notissima per essere equilibrata, umile, dolce per non difendere acriticamente i suoi compari. voi siete malati.

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    3. Care amiche, non credo si possano contestare la "falsità" delle attestazioni curriculari delle "ministra" Fedeli; come non credo che si possa dire che sia tutto questo genio di preparazione. Sappiamo benissimo che il carrierismo amministrativo gestito dalla politica, è una anomalia tutta italiana. Soprattutto quando siamo in tema di nominati, di personale non eletto, scelto da altri non eletti. Esibire "false attestazioni" (non ci si venga a dire che la stessa ministra non ne era a conoscenza, perché sarebbe da aggiungere altra falsità) è una brutta pratica. Soprattutto se si guarda al fatto che ci sono laureati, che per farsi e mantenere la famiglia, tentano migliaia di concorsi, anche per "operatori ecologici", nonostante sia notorio che non è un posto cui aspirerebbe uno che ha compiuto almeno 18 anni della sua vita a studiare per avere un titolo di studio. Che la ministra sia una donna, non sposta il problema. Per cui questa difesa d'ufficio che voi fate è fuori luogo e squalificante per voi stesse. Essere donna non dà il diritto di mentire. Con rispetto per il vostro ruolo, vi saluto. (Francesco Carrozzo)

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    4. ma caro francescocarrozzo, essere donna non dà il diritto di mentire, essere uomo invece SI. Lo sapevi?
      Josefa Idem fu costretta a DIMETTERSI per una multa amministrativa di poche migliaia di euro!!!!! te lo ricordi???
      sarebbe stata un'ottima ministra e, finalmente, una ministra anche per le donne. E allora che si fa? si cerca il pelo nell'uovo, e fuori a calci, e il dicastero?? basta, annullato, kaputt, fine, abbiamo scherzato, e che vi credevate?
      http://ilpartitodellamore.blogspot.it/2013/07/caro-premier-letta-leggi-le-lettere-le.html
      e adesso stesso siparietto

      Le donne? PERFETTE, devono essere, sennò fuori, avanti marsch!! ma andatevene invece tutti affanculo voi, per una volta, moralisti ridicoli che diventate sordi e ciechi quando a far cazzate sono i compari vostri. CIAO.

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    5. Care amiche, non credo si possano contestare la "falsità" delle attestazioni curriculari delle "ministra" Fedeli; come non credo che si possa dire che sia tutto questo genio di preparazione. Sappiamo benissimo che, il carrierismo amministrativo gestito dalla politica, è una anomalia tutta italiana. Soprattutto quando siamo in tema di nominati, di personale non eletto, ossia, scelto da altri non eletti. Esibire "false attestazioni" (non ci si venga a dire che la stessa ministra non ne era a conoscenza, perché sarebbe da aggiungere altra falsità) è una brutta pratica. Soprattutto se si guarda al fatto che ci sono laureati, che per farsi una famiglia e mantenerla, tentano migliaia di concorsi, anche per "operatori ecologici", nonostante sia notorio che non è un posto cui aspirerebbe uno che ha investito almeno 18 anni della sua vita a studiare pur di avere un titolo di studio spendibile per la ricerca di un posto di lavoro. Che la ministra sia una donna, non sposta il problema. Per cui, questa difesa d'ufficio che voi fate è fuori luogo e squalificante per voi stesse. Essere donna non dà il diritto di mentire. Con rispetto per il vostro ruolo, vi saluto. (Francesco Carrozzo)

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    6. Michiamomari, lei è solo una delle tante strafottenti che mascherano la loro frustrazione dietro il paravento del "femminismo becero". Lei fa danno alle "femministe vere" quelle che sanno leggere senza "riserve mentali" ciò che viene scritto da un maschio, colpevole seconde quelle come lei (becere femministe) solo di avere il pisello. Ma da dove ha tirato fuori "... essere donna non dà il diritto di mentire, essere uomo invece SI", come la sua affermazione generica e senza senso "...moralisti ridicoli che diventate sordi e ciechi quando a far cazzate sono i compari vostri. ...". Non faccia torto alla sua intelligenza e soprattutto alle "femministe vere" con affermazione che nulla hanno a che vedere col merito delle falsità. UNA CAUSA CATTIVA (LA FALSITA') DIVENTA PEGGIORE COL DIFENDERLA.

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    7. Ho cercato di difendere il titolo INSAS come meglio ho potuto, visto che è stato anche il mio. Vergognoso Adinolfi che si erge a difensore di valori che poi nega.

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    8. Siete più testardi dei muli sardi!
      Nessuno contesta la mancanza di titoli alla senatrice. Gli si contesta che abbia mentito sul suo curriculum. E se invece non è una menzogna ma, come dite voi, un semplice incidente lessicale, una persona ceh cade in un simile errore non può guidare un ministero come il Miur ! Quanto poi alle sue preferenze sessuali smettetela con questa storia dell'omofobia perceh siete avvilenti e monotoni. Noi non abbiamo paura degli omo, ci fanno solo pò........

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  2. MAURO MONAFO': "Non intendo nè ho alcun interesse a sminuire il peso politico di questa errata attribuzione accademica, anche perché la frittata ormai è fatta e non esiste modo con cui Fedeli potrà cancellare questa macchia. Da oggi e per sempre resterà il "ministro che ha detto di essere laureata e non lo era". Polemica perfetta per i tempi dell'indignazione facile.

    Solo le sue dimissioni potrebbero traquillizzare il popolo e forse in Germania o in Svezia sarebbe pure normale: ma siamo in Italia e abbiamo promosso agli Esteri il ministro che ha consegnato la moglie di un dissidente a un dittatore straniero.
    Quindi non mi aspetterei nulla del genere. Preferisco invece sottolineare un altro aspetto: del titolo di studio di Fedeli ai partiti che oggi l'attaccano non frega assolutamente niente. Parliamo in molti casi di partiti che sostenevano il ministro Mariastella "abbiamo fatto un tunnel tra Svizzera e Abruzzo" Gelmini e quindi non possono essere di certo identificati come baluardi della meritocrazia e del metodo scientifico.
    Se oggi si cavalca tanto questa polemica è solo perché Fedeli ha osato in passato sostenere una legge (poi finita nel dimenticatoio) sull'educazione di genere nelle scuole. La terribile "teoria del gender" tanto inesistente quanto detestata da ultra cattolici e popoli della famiglia vari.
    Diciamo quindi, con molta semplicità, che tutta la foga forcaiola aizzata contro Fedeli è legata a questo.
    Indignatevi con cognizione di causa".
    http://munafo.blogautore.espresso.repubblica.it/2016/12/14/non-fatevi-fregare-dalla-polemica-sulla-laurea-di-valeria-fedeli/comment-page-1/

    ecco ha detto tutto meglio di me quindi ho usato le parole sue.
    spero che Fedeli non faccia lo stesso errore della Idem per ritrovarci poi al suo posto un cialtrone alla Adinolfi.
    Ciao, Anna

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  3. Io farei ministro della scuola la prima pecora del gragge sicuro che almeno lei farebbe qualche cosa di di più e di meglio di tutti quei ministri che ci sono stati fino ad oggi...al di la delle chiacchere della Castellina che mi paiono una difesa di blocco piuttosto chiuso.

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    1. ma no, ma perché; ma non lasciamo la via vecchia per la muova! che si-sa-cosa-si-lascia, ma-non-si-sa-cosa-si-trova! ma facciamo ministro dell'Istruzione, invece, un Adinolfi, un Borghezio, un Gasparri, un Razzi, un qualche pirla qualunque con cazzo anche in testa, sbaragliamo sul nascere il Babau del gender!!

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  4. Atteniamoci ai fatti!
    Altro che "infortunio lessicale" il suo è reato penale!
    Costituisce falso penalmente perseguibile l’ inclusione di affermazioni mendaci nel curriculm vitae prodotto ad un Ente pubblico.
    (Cass. V pen. n.26600(2013)
    Art. 496 Codice Penale. False dichiarazioni sulla identità o su qualità personali proprie o di altri.
    496. False dichiarazioni sulla identità o su qualità personali proprie o di altri.
    Chiunque, fuori dei casi indicati negli articoli precedenti, interrogato sulla identità, sullo stato o su altre qualità della propria o dell’altrui persona, fa mendaci dichiarazioni [c.p. 651] a un pubblico ufficiale [c.p. 357] o a persona incaricata di un pubblico servizio [c.p. 358], nell' esercizio delle funzioni o del servizio, è punito con la reclusione da uno a cinque anni (1)

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    1. Finalmente uno/a che dice le cose come stanno.

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    2. E come se non bastasse aveva dichiarato a milioni di persone in TV che se perdeva il Si, avrebbe rifiutato ogni incarico amministrativo di governo.

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  5. La Fedeli non ha alcuna esperienza ed alcuna competenza delle problematiche scolastiche.
    Sarà un'ottima persona, non lo so. Se proprio doveva ottenere un dicastero, potevano darle quello delle Pori opportunità o dello Sviluppo economico.
    Evidentemente chi scrive non fa parte del mondo della scuola, poiché non ne comprende la complessità.

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  6. la premessa "Penso si sia probabilmente trattato di definizioni imprecise che spesso vengono date ai diplomi da scuole o corsi anomali come quello che Valeria ha frequentato a suo tempo a Milano. E che dunque non ci sia stato, da parte sua, alcun dolo nel recepire quel documento." è patetica e questo intero articolo è solo un'occasione per parlare di altro.
    la ministra si è difesa, male, mentendo di nuovo. continuare a difenderla è indegno.

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  7. Ma per favore, il diploma di scuola magistrale era riconosciuto e valido. Il diploma di laurea x assistenti sociali anche. Dov'è il problema è solamente un percorso di formazione diverso.

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    1. il problema è che è stato scritto "laurea", e che la Fedeli ora ha modificato il testo del curriculum. Se era tutto a posto non avrebbe modificato un bel niente. Ma ancora oggi, in allucinante intervista su Repubblica, la ministra se ne esce con un "nel 1987 avrei potuto equiparare quei tre anni come assitente sociale a un titolo di laurea".
      A noi, 33mila laureati e abilitati all'insegnamento dopo concorso per entrare in un TFA (ovvero corso abilitante con tirocinio e tesi di tirocinio discussa con commissione universitaria, corso pagato 2400€ a testa) hanno detto - il PD ce lo ha detto, senza che la CGIL e la Fedeli alzassero un oibò - che la nostra abilitazione non ha valore concorsuale. Renzi e Giannini ci stanno facendo fare un concorso trappola, che io ho passato (due concorsi per lavorare a 1500 euro al mese, e ne sono felice), ma che metà dei concorrenti non ha passato, percé falcidiati con voluta cattiveria da un governo che fa concorsi per assumere il meno possibile. Questo è il problema.

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  8. Sono scandalizzato dalla presa di posizione vostra e della Castellina. State spostando il problema: non si contesta il diritto dei non laureati ad accedere alle cariche pubbliche; si contestano le menzogne sui titoli di studio. E devo anche leggere lo stigma dell'omofobia su Adinolfi. Vergogna. Dimissioni della Fedeli doverose!

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  9. Io non ho nulla a che fare con Razzi e neanche con razzismo o sessismo, vengo da una famiglia di lavoratori e mi sono laureato scaricando i tir all'Università. Sono comunque convinto che occupare un livello apicale e di indirizzo politico, vedi Buona Scuola da cambiare, all'Istruzione e alla Ricerca richiede di conoscere quel settore. Essere stata una dirigente sindacale in settori di tutt'altro genere non abilita a nulla. Felice di venire smentito dagli indirizzi e dalle disposizioni del Ministero.

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    1. caro Cortiana, e perché dai perscrutato che Fedeli non conosco quel settore? a meno che lei non intenda dire che ai posti di governo debbano stare dei "tecnici"; e la stimo troppo per crederlo. Tornando all'articolo l'ho letto; e qui il tema posto mi pare un altro: perché mentre un Alfano rimane tranquillamente al suo posto, dopo un illecito catastrofico come la consegna della Shalabayeva e della bimba di 6 anni al Kazakistan [http://www.internazionale.it/news/italia/2013/07/17/il-caso-shalabayeva-imbarazza-il-governo], e come lui tantissimi altri, e si tollera che i parlamentari nemmeno conoscano l'alfabeto della democrazia, eccetera, invece donne degnissime, al di là del loro titolo di studio, e di leggerezze pure censurabili! (come un illecito amministrativo di poche migliaia di euro per la Idem, o una dichiarazione curriculare che trasforma impropriamente un diploma di scuola magistrale in laurea), sono soggette a un vero linciaggio mediatico per essere spinte alle dimissioni? c'è una cosa di cui molte, molte fra noi donne sono certe: la Fedeli è una persona che comunque ha sempre lavorato seriamente; sbattuta fuori lei, al suo posto ci sarà solo uno peggio di lei.
      Marie

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    2. Cortina: come risposto già anche a un altro commento, non abbiamo dato come "garanzia" il fatto che la Fedeli venga dal mondo del sindacato; e aggiungo qui che l'espulsione con delle scuse non accade solo alle donne (vedi ad esempio come è andata con Ignazio Marino!).
      Ma il precedente di Josefa Idem ci ha molto indignato; e come allora (caso in cui nulla si poté fare per impedire che la Idem venisse schiacciata), anche in questo caso, abbiamo espresso una percezione che deriva dall'esperienza delle donne, che in molte occasioni, nell'indifferenza del mondo politico, hanno invece riscontrato da parte di Fedeli sia capacità di ascolto, sia attenzione e approfondimento.
      VEDREMO cosa farà, se riuscirà a stare al suo posto; magari cambieremo idea. Nel suo caso, però, la vera ragione degli attacchi non crediamo sia davvero la vera natura del pezzo di carta.

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  10. Ad essere in discussione qui non è l'avere un titolo o meno, tenuto conto che spesso l'avere un titolo non è garanzia di competenza. Fa certo sorridere che il ministro della scuola e dell'università non abbia mai messo piede all'università nè abbia sostenuto l'esame di maturità, ma la cosa tragica è la menzogna sui titoli di studio. Non è vero che non c'è dolo, aveva proprio scritto laureata. Combatte gli stereotipi la signora Fedeli e poi resta vittima lei stessa dello stereotipo sul valore della persona misurato dal titolo. Ma oltre ogni altra cosa il ministro che mente è un esempio vergognoso per i giovani. Chi defende le sue menzogne avalla l'essere furbo e avere le amicizie influenti piuttosto che il lavorare sodo. In Germania il corrispettivo ministro si è dimesso per aver copiato parti della tesi di dottorato senza citare le fonti. In Italia la Fedeli può mentire perchè è donna, femminista e di sinistra. Se fosse stata di destra o peggio ancora uomo l'avreste linciata. Belinda Bruni Selis

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  11. "I parlamentari e ministri devono essere tutti laureati?" si chiede in sostanza la Castellina. Il diploma di laurea, nel curriculum, c'è l'ha inserito lei, non l'omofobia Adinolfi. Ma Il diploma di laurea, nel curriculum, c'è l'ha inserito Valeria Fedeli, non l'omofobo Adinolfi.
    Sono cresciuto con Lettera a una professoressa, dei don Milani e dei ragazzi di Barbiana, sul comodino. E se c'è un guaio del Parlamento italiano dalla sua nascita ad oggi (gruppo comunista compreso, con rare eccezioni), è che esso è sempre stato realmente poco rappresentativo delle classi lavoratrici che pure sapevano esprimere brillanti intelligenze e invidiabili capacità di governo delle complessità industriali e territoriali. Come del resto, da parte imprenditoriale, dove capitani d'industria e fondatori di dinastie erano self-made men e non sempre hanno trovato eredi all'altezza pur avendoli mandati a studiare nelle migliori università.
    Ma il problema di Valeria Fedeli continua a non essere questo. Ripeto: il diploma di laurea, nel curriculum, c'è l'ha inserito lei, non l'omofobo Adinolfi.
    E la sua totale incompetenza per materie quali Istruzione, Università e Ricerca resta evidente.
    Così come la necessità di andare al voto dopo l'eventuale vittoria del NO l'ha proclamata lei, dichiarandosi non attaccata alla sua sedia. Dalla quale, infatti, si è alzata per sedersi in poltrona a viale Trastevere.
    È veramente un peccato che la storia della Fedeli, fatta di battaglie sindacali e di genere generose e importanti, abbia questo esito avvilente e imbarazzante.
    Un conto è il linciaggio degli squadristi cattolici, un conto sono l'indignazione di chi vede buttata via ogni coerenza per uno strapuntino governativo che non deve e non può durare.
    È questo che mette veramente infinita tristezza.

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    1. Giustissimo.

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    2. Appunto, nessuno dice che "TUTTI I MINISTRI DEBBANO PER FORZA ESSERE LAUREATI", ma magari quello del ministero dell'istruzione e dell'università qualche competenza potrebbe anche averla....

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  13. Siete oggettivamente confusi o solo disonesti/e? Il problema non è il titolo di studio. Il problema è il curriculum tarocco. Il curriculum-fandonia del ministro dell'istruzione. Qualunque realtà aziendale ci rispedirebbe a casa se si fornisse dati falsati in modo così spudorato.
    questa figura, invece, seguita occupando il gradino più alto dell'istruzione nazionale con la vostra benevola accondiscendenza e comprensione.
    Ma state facendo il concorso?

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  14. Resta che anche questa cosa ci fa rientrare perfettamente nella denominazione "approssimazione italiana".

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  15. Questa storia fa scaturire una serie di problemi graossi come palazzi:
    1) La dichiarazione falsa è un reato penale, se lo avessi fatto io, al concorso a cattedra, non solo ne sarei stato escluso, ma sarei anche stato perseguito penalmente. E questo solo per il posto di docente, non quello di ministro
    2)E' tristissimo non rendersi conto di che differenza ci sia tra dire che tutti i ministri debbano essere laureati e pretendere che, magari, IL MINISTRO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA, abbia un MINIMO di competenze nel campo, che vadano oltre l'essere una brava persona.... e le brave persone generalmente non dichiarano lauree inesistenti.
    3) La totale mancanza di ETICA politica, di cui il popolo itliano non si rende neanche conto, anestetizzato dal suo pressapochismo.
    La politica è una cosa SERIA, e chi viene chiamato a lavorare per la nazione alle alte sfere DEVE ESSERE UNA PERSONA INTEGRA MORLMENTE.... è un concetto così banale altrove che la totale mancanza di etica politica in italia non fa che rispecchiare quella dell'italiano che la accetta.

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  16. Amici pensatela come volete. Io però ne ho visti già troppi di sindacalisti "partiti dalle fabbriche" e arrivati con mirabolanti carriere nel parastato a mettere il sedere su poltronissime dirigenziali in aziende pubbliche e politiiche di altissimo livello. E quelli che ho conosciuto personalmente erano più che altro dei furbi maneggioni che hanno come unica competenza quella di sapersi muovere abilmente nel mondo del parastato e dei mille enti inutili dove si prendono fior di stipendi e si fanno irresistibili ascese passando dalla difesa dei lavoratori alla difesa del proprio sontuoso vitalizio. Temo che voi non abbiate la minima idea di cosa sia quel mondo di mezzo tra la politica e gli enti parastatali ( perché questo è diventato il sindacato nella repubblca, un Ente del parastato) dove le sliding doors permettono di ambire ad alti incarichi per meriti di consorteria. E non faccio nomi perché non voglio querele

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    1. vorremmo precisare che noi non abbiamo dato come "garanzia" il fatto che la Fedeli venga dal mondo del sindacato; abbiamo solo espresso una percezione che deriva dall'esperienza delle donne, che in molte occasioni, nell'indifferenza del mondo politico, hanno invece riscontrato da parte di Fedeli sia capacità di ascolto, sia attenzione e approfondimento.
      Per questo NON vorremmo si ripetesse quello che già accadde don Josefa Idem: prima di vederla colpita e affondata per una leggerezza come quella di cui la si accusa, vorremmo vederla al lavoro.

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  17. Soprattutto noi donne dobbiamo essere attente a chi ci rappresenta perché in troppe - e non c'è bisogno di fare nomi - hanno speculato sul fatto di essere donne per chiedere il nostro voto e poi tradire le nostre battaglie. Fedeli ha mentito consapevolmente su sé stessa, e io le dico il mio NO.

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  18. Cinzia Tavernari18 dicembre 2016 14:59

    Per prima cosa, trovo vergognoso millantare titoli che non si hanno e non si può considerare ciò una semplice vista, non a quei livelli, mi dispiace. Poi vorrei ricordare che per accedere all'ultimo concorso del MIBACT per diventare funzionari NON bastava la laurea ma ci voleva anche un master biennale (quello annuale non era sufficiente). E questo solo per accedere alla prima tappa del concorso, le risposte a crocette! Quindi...la ministra può essere valutata sulla base di quello che ha fatto, del suo operato, mentre io no. A me nessuno ha dato la possibilità di provare quanto avevo imparato in 15 anni di cantieri archeologici. Ora, a questo punto a me pare di notare un certo sbilanciamento. Se i titoli di studio contano, che contino per tutti, altrimenti che non contino per nessuno! E in questo caso si sarebbe dovuto aprire il concorso a tutti coloro che potevano venire dichiarati idonei a partecipare anche sulla base dell'esperienza (preciso che sto parlando a mio "sfavore" dato che io ho un dottorato in archeologia e che aprire il concorso anche a chi non avesse non dico il master annuale ma anche solo la laurea avrebbe aumentato a dismisura le mie chance di non passare l'esame). Appena fai un concorso, uno qualsiasi, ti chiedono fior di titoli solo per partecipare al suddetto, ma alcuni hanno il lusso di poter saltare questa tappa ed essere giudicati sul proprio operato? Sono d'accordo che una laurea, un dottorato non per forza rendono idonei al ruolo ma.. o tutti o nessuno!! Magari verrà assunto un funzionario con dottorato, ma che si dimostra non idoneo, a scapito di qualcuno senza laurea con più adatto...pero' per il concorso ci volevano i titoli. Ma questo ai ministri non si applica? Dov'è la logica? Sono forse creature intrinsecamente superiori. Per finire, visto che appunto bisogna giudicarla per il suo operato, qualcuno potrebbe dirmi qual'e' l'operato della ministra in relazione alla ricerca universitaria? Visto che contano le esperienze, quali esperienze in questo campo può vantare? Il massimo rispetto per operai e braccianti ma, se mi affiderei ben volentieri ad un bracciante per questioni di agricoltura, non mi farei certo operare a cuore aperto da lui, e neppure da un ricercatore in ingegneria. Quindi, in che modo le esperienze di questa signora sono in relazione con la ricerca e l'università?

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  19. Siamo nel bel mezzo della politica del fango. Cose che in altri tempi erano dette delle lavandaie. Ci sono plurilaureati che hanno fatto solo danni all'Italia e ora si ha paura di una che poi non decide niente se non glielo dice il partito Almeno questa è stata tra i banchi e sa cosa serve alle materne o agli asili. Anche se poi alla fine sono tutti uguali quanto cavalcano la poltrona d'oro.

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  20. Almeno lei lo ha dichiarato, ma che dire della ministra della sanità (sempre in piedi)che non ha mai risposto quale sia il suo titolo di studio? O per lei è sufficiente la parola di Angiolino Jolie?

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  21. grazie a luciana per quello che ha scritto, la solidarietà a valeria, anche se una persona che ha lottato perché la società capitalista fosse sconfitta non la vorrei in una squadra di ministre/i che ha in programma il sostegno al capitale, al liberismo che frutta ricchezza per pochi e povertà per sempre più persone...

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  22. Provo ad introdurre un altro tema. All'atto del giuramento dei ministri del governo Gentiloni un solo componente è stato invitato alla formula del giuramento con il titolo di signore, è il già ministro Poletti (sindacalista di lungo corso di provenienza lega coop). Non mi risulta che la sua mancanza di titoli accademici lo abbia in alcun modo limitato. Forse anzi ha posto l'accento su un diverso modo di giungere al vertice di un ministero dove poteva mettere a frutto l'esperienza maturata nella militanza sindacale. Ho il sospetto inoltre che Poletti non avrebbe accettato altri dicasteri. Mi chiedo allora perché costringere il Presidente Mattarella e lo staff della presidenza della Repubblica a questo imbarazzo?

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  23. Non capisco tutti questi paroloni...La Sig. Fedeli a due settimane dal voto, dichiarava con un lungo ed elaborato ragionamento TV, che in caso di vittoria del no avrebbe lasciato. Gà questo ce la fa mal sopportare. Subito dopo si scopre della falsa laurea di cui lei afferma: una leggerezza. Come, tutti noi stiamo attenti al nostro CV con dichiarazione di verità in calce e lei può girare con un CV raffazzonato da cui -poi- toglie le parole incriminate? Eh no, non le è andata bene. Inoltre: la sua difesa che accusa di aver sollevato queste critiche solo perché la Sig. Fedeli propaga la teoria gender è ancora un'altra fesseria. Ultima fesseria: si fanno queste critiche perche è una donna. NO. Farei le stesse identiche critiche anche se fosse un uomo. Io guardo l'individuo, l'essere, la mente pensante, l'etica. Che qui non c'è. E c'è anche arroganza quando dice: ho fatto 30 e più anni di sindacato allora posso fare il ministro dell'istruzione. Con la stessa logica malsana posso affermare: ho girato per centomila km allora posso fare il chirurgo. Che pena, dover anche spiegare queste cose ad altre donne...

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  26. grazie per tutti!!!
    bacci
    mi piace molto la publicazione!!!
    :)

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  27. Bravissimo!!!
    Grazie per le post!!!
    baccio molto grande! :)

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